Le mostre di ARF! Festival 2026

Mafalda e la Pimpa!
Due icone del Fumetto internazionale per la prima volta insieme, in mostra, all’Instituto Cervantes di Roma

Oggi come ieri, parlare alla bambine e ai bambini per parlare agli adulti.

Grazie a due vere e proprie icone come Mafalda e la Pimpa, personaggi amatissimi che hanno attraversato generazioni, generi e mode per giungere – insieme, per la prima volta! – a piazza Navona, alla Sala Dali dell’Instituto Cervantes di Roma per la mostra dedicata alla Nona Arte che anche quest’anno è curata da ARF! Festival, rinnovando l’ormai tradizionale partnership tra la prestigiosa istituzione culturale spagnola e il Festival del Fumetto che giunge alla sua XII edizione.

«Parlare alle bambine e ai bambini per parlare agli adulti» è il filo invisibile che attraversa questa esposizione, dove le riproduzioni in stile Artist’s Edition delle strip di Mafalda e le tavole originali della Pimpa si fronteggiano come due modi complementari di interrogare il mondo attraverso lo sguardo dell’infanzia.

Da un lato la bambina dai capelli corvini creata da Quino, che osserva il quotidiano che ci circonda con lucidità disarmante.
Le sue domande sono semplici solo in apparenza, perché in realtà mettono in crisi la grammatica stessa del mondo adulto.
Guerra, ingiustizia, autorità, futuro; tutto viene passato al vaglio di uno sguardo che non accetta risposte comode.

E anche nei dettagli più ordinari emerge la sua insofferenza, come il suo celebre e ostinato rifiuto della minestra!


Mafalda non consola e non addolcisce: Mafalda illumina.

Dall’altro lato la cagnolina “a pois rossi” nata dalla mano di Altan, che abita un universo in cui la scoperta è continua, ma mai minacciosa.
Il suo mondo è fatto di incontro, di gioco, di trasformazione gentile.

Anche quando si avventura nell’ignoto, la Pimpa torna sempre a casa da Armando, figura adulta rassicurante, perché qui l’infanzia non è una domanda aperta sul dolore del mondo, ma una possibilità di relazione e meraviglia.

Un confronto tra due poetiche opposte e complementari: l’inquietudine critica e la fiducia affettiva, la domanda senza risposta e la narrazione che accoglie, usando la semplicità come forma di verità.

E in questo straordinario incontro, il Fumetto assurge davvero a linguaggio universale capace di mettere in dialogo generazioni diverse.

«A volte, quando sono in libreria, vedo arrivare tre generazioni: le nonne leggono Mafalda, e questo mi rassicura molto; poi ci sono le mamme e mi sembra giusto perché Mafalda avrebbe la loro età; ma ci sono anche le figlie – le bambine di oggi – e in molte la leggono ancora come se lei fosse una loro coetanea.»
«Io penso ci sia ancora spazio per l’immaginazione lenta della Pimpa, quella fatta di semplicità. E sono felice di vedere che abbia ancora tanti lettori. Sono più piccoli, ma in fondo i bambini non sono così diversi da quelli di cinquant’anni fa.»

Joaquín Salvador Lavado Tejón, nasce nella regione andina di Mendoza (Argentina) il 17 luglio 1932; fin dalla nascita viene però chiamato Quino per distinguerlo da suo zio Joaquín Tejón, apprezzato pittore e grafico pubblicitario. A tredici anni si iscrive alla scuola di Belle Arti, ma nel 1949 l’abbandona per trasferirsi a Buenos Aires alla ricerca di una casa editrice: «Il giorno in cui pubblicarono la mia prima pagina» – ha detto ricordando il suo esordio sul settimanale di Buenos Aires Esto es, avvenuto nel 1954 – «trascorsi il momento più felice della mia vita!»
Da allora e fino a oggi i suoi disegni umoristici vengono pubblicati ininterrottamente in un’infinità di quotidiani e riviste in tutto il mondo. Con la popolarità arriva anche il benessere economico e, nel 1960, il matrimonio con Alicia Colombo, nipote di immigrati italiani.
Nel ’63 esce il suo primo libro umoristico, Mundo Quino, che raccoglie le sue vignette mute, surreali e graffianti con il prologo di Miguel Brascó. Lo stesso Brascó lo presenta ad Agens Publicidad, che cerca un disegnatore che crei un fumetto per pubblicizzare il lancio di una linea di elettrodomestici chiamati Mansfield (ragion per cui il nome di alcuni personaggi doveva cominciare con la M, da cui Mafalda); Agens non fa la sua campagna, ma a Quino rimangono alcune strisce che gli saranno utili di lì a pochi mesi quando darà vita al personaggio che lo renderà famoso.
Mafalda debutta il 29 settembre 1964 sul settimanale Primera Plana di Buenos Aires. Poi dal ’65, con il passaggio del fumetto sulle pagine del quotidiano El Mundo, inizia l’inarrestabile successo del personaggio, che varca i confini nazionali per conquistare il Sud America e dilagare poi in Europa. L’esordio italiano di Mafalda è del 1969: il libro Mafalda la contestataria viene pubblicato da Bompiani con la presentazione di Umberto Eco, direttore della collana.
Nel 1973, nonostante la fama mondiale, Quino decide di smettere di disegnare le strisce di Mafalda, scegliendo di dedicarsi esclusivamente alle sue tavole umoristiche; il suo celebre personaggio continua comunque a vivere attraverso ristampe e campagne sociali, anche per organizzazioni come l’UNICEF, la Croce Rossa spagnola o il Ministero per gli Affari Esteri della Repubblica Argentina.
In occasione del Festival del Cinema Latinoamericano dell’Avana (Cuba), nel 1984 conosce il regista Juan Padrón con cui realizza la serie animata Quinoscopios e in seguito, nel 1993, anche 104 episodi dei cartoni animati di Mafalda (da 1 minuto di durata cadauno) che in Italia verranno trasmessi da Rai 2.
Il 30 settembre del 2020 Quino si è spento all’età di 88 anni.

Francesco Tullio Altan – semplicemente conosciuto come Altan – nasce a Treviso nel 1942, compie i primi studi prima a Bologna e poi a Venezia, dove frequenta la Facoltà di Architettura. Alla fine degli Anni ’60 è a Roma, dove lavora come scenografo e collabora anche per il cinema e la televisione come sceneggiatore. Le sue prime vignette e illustrazioni vengono pubblicate dal mensile Playmen. Trasferitosi a Rio de Janeiro, nel 1970 lavora nel cinema brasiliano, incontra sua moglie Mara e – un anno dopo – nasce sua figlia Kika. Nel ’74 inizia la collaborazione regolare come cartoonist con giornali italiani e, tornato in patria nel 1975, si stabilisce prima a Milano e poi ad Aquileia, dove vive tuttora. È proprio in questo anno che (grazie al gioco del disegno con sua figlia Kika) nasce la Pimpa; presentata inizialmente sul Corriere dei Piccoli e poi dal 1987 su un mensile tutto suo (che dal 1994 è pubblicato da Franco Cosimo Panini Editore), la Pimpa diverrà anche protagonista di alcune serie a cartoni animati (nel 1983 con la regia di Osvaldo Cavandoli e nel 1997 con la regia di Enzo D’Alò) trasmesse dalla Rai e vincitrici del premio “Cartoons on the Bay”; Altan stesso dirigerà poi una terza serie trasmessa nel 2010 su Rai Yo Yo.
Oltre alla Pimpa ha realizzato altri personaggi per bambini come Kika e Kamillo Kromo.
È comunque già dal ’74 che i suoi primi fumetti per adulti (come Trino e Ada) appaiono su Linus, rivista con cui collabora per tanti anni. Le sue famose vignette di satira politica vengono invece pubblicate su Tango, Smemoranda, L’Espresso e il quotidiano La Repubblica: una vasta opera nella quale ricordiamo anche l’operaio metalmeccanico comunista Cipputi, Macao, Friz Melone, Cuori Pazzi, Zorro Bolero o le biografie in chiave satirica dedicate a Cristoforo Colombo, Giacomo Casanova e Francesco d’Assisi.
Dal 1977 ha pubblicato numerosi libri e romanzi a fumetti; a partire dal 1992 ha illustrato tutta la serie dei romanzi e racconti di Gianni Rodari (Einaudi Ragazzi); nel 2001 vince il Premio È giornalismo, assegnatogli da Giorgio Bocca ed Enzo Biagi «perché le sue vignette, con una capacità di informazione e una sintesi straordinarie, assumono un’importanza non inferiore a un articolo di fondo.»
Nel 2019 gli viene dedicato dal regista Stefano Consiglio il documentario Mi chiamo Altan e faccio vignette, premiato al Torino film Festival 2019. Sempre nel 2019, il MAXXI di Roma ospita l’importate esposizione Pimpa, Cipputi e altri pensatori.
Molti libri di Altan sono stati tradotti e pubblicati in Giappone, Francia, Spagna, Argentina e Portogallo.
Oltre alle storie a fumetti e ai cartoni animati, la Pimpa è stata anche protagonista di più spettacoli teatrali: per celebrare i 30 anni della sua vita editoriale, nel 2005 il Teatro dell’Archivolto di Genova ha organizzato Il Circo di Pimpa (che si svolgeva letteralmente sotto un tendone da circo), che venne portato in scena in varie città italiane: Firenze, Roma, Bologna e Modena. Nel 2025, per il traguardo dei 50 anni, ha invece debuttato a Verona uno spettacolo teatrale unico e sorprendente – Pimpa, il Musical a pois – diretto da Enzo d’Alò, che è quindi tornato a collaborare con Altan. Dall’incontro dei due straordinari autori è nato un musical originale e poetico; un teatro fatto di parole, pupazzi, travestimenti ma soprattutto di musica e di gioco.

Il Maestro Altan incontrerà il pubblico per Talk e firmacopie
giovedì 14 maggio 2026 dalle ore 17:30
FREE ENTRY!

QUINO + ALTAN
MAFALDA & LA PIMPA
c/o Sala Dalí dell’Instituto Cervantes di Roma

Piazza Navona, 91

da giovedì 14 maggio a sabato 11 luglio 2026

INGRESSO GRATUITO

Orari
da martedì a venerdì: dalle 14:00 alle 20:00
Sabato: dalle 12:00 alle 20:00

Instituto Cervantes Roma
Instituto Cervantes Roma

Una mostra prodotta da

A cura di

👉 Il Maestro Altan incontrerà il pubblico per Talk e firmacopie giovedì 14 maggio 2026 dalle ore 17:30 · FREE ENTRY!

Le mostre di ARF! Festival 2026

Due icone del Fumetto internazionale per la prima volta insieme, in mostra, all’Instituto Cervantes di Roma

Oggi come ieri, parlare alla bambine e ai bambini per parlare agli adulti.

Grazie a due vere e proprie icone come Mafalda e la Pimpa, personaggi amatissimi che hanno attraversato generazioni, generi e mode per giungere – insieme, per la prima volta! – a piazza Navona, alla Sala Dali dell’Instituto Cervantes di Roma per la mostra dedicata alla Nona Arte che anche quest’anno è curata da ARF! Festival, rinnovando l’ormai tradizionale partnership tra la prestigiosa istituzione culturale spagnola e il Festival del Fumetto che giunge alla sua XII edizione.

«Parlare alle bambine e ai bambini per parlare agli adulti» è il filo invisibile che attraversa questa esposizione, dove le riproduzioni in stile Artist’s Edition delle strip di Mafalda e le tavole originali della Pimpa si fronteggiano come due modi complementari di interrogare il mondo attraverso lo sguardo dell’infanzia.

Da un lato la bambina dai capelli corvini creata da Quino, che osserva il quotidiano che ci circonda con lucidità disarmante.
Le sue domande sono semplici solo in apparenza, perché in realtà mettono in crisi la grammatica stessa del mondo adulto.
Guerra, ingiustizia, autorità, futuro; tutto viene passato al vaglio di uno sguardo che non accetta risposte comode.
E anche nei dettagli più ordinari emerge la sua insofferenza, come il suo celebre e ostinato rifiuto della minestra!
Mafalda non consola e non addolcisce: Mafalda illumina.

Dall’altro lato la cagnolina “a pois rossi” nata dalla mano di Altan, che abita un universo in cui la scoperta è continua, ma mai minacciosa.
Il suo mondo è fatto di incontro, di gioco, di trasformazione gentile.
Anche quando si avventura nell’ignoto, la Pimpa torna sempre a casa da Armando, figura adulta rassicurante, perché qui l’infanzia non è una domanda aperta sul dolore del mondo, ma una possibilità di relazione e meraviglia.

«A volte, quando sono in libreria, vedo arrivare tre generazioni: le nonne leggono Mafalda, e questo mi rassicura molto; poi ci sono le mamme e mi sembra giusto perché Mafalda avrebbe la loro età; ma ci sono anche le figlie – le bambine di oggi – e in molte la leggono ancora come se lei fosse una loro coetanea.»
«Io penso ci sia ancora spazio per l’immaginazione lenta della Pimpa, quella fatta di semplicità. E sono felice di vedere che abbia ancora tanti lettori. Sono più piccoli, ma in fondo i bambini non sono così diversi da quelli di cinquant’anni fa.»

Un confronto tra due poetiche opposte e complementari: l’inquietudine critica e la fiducia affettiva, la domanda senza risposta e la narrazione che accoglie, usando la semplicità come forma di verità.

E in questo straordinario incontro, il Fumetto assurge davvero a linguaggio universale capace di mettere in dialogo generazioni diverse.

Joaquín Salvador Lavado Tejón, nasce nella regione andina di Mendoza (Argentina) il 17 luglio 1932; fin dalla nascita viene però chiamato Quino per distinguerlo da suo zio Joaquín Tejón, apprezzato pittore e grafico pubblicitario. A tredici anni si iscrive alla scuola di Belle Arti, ma nel 1949 l’abbandona per trasferirsi a Buenos Aires alla ricerca di una casa editrice: «Il giorno in cui pubblicarono la mia prima pagina» – ha detto ricordando il suo esordio sul settimanale di Buenos Aires Esto es, avvenuto nel 1954 – «trascorsi il momento più felice della mia vita!»
Da allora e fino a oggi i suoi disegni umoristici vengono pubblicati ininterrottamente in un’infinità di quotidiani e riviste in tutto il mondo. Con la popolarità arriva anche il benessere economico e, nel 1960, il matrimonio con Alicia Colombo, nipote di immigrati italiani.
Nel ’63 esce il suo primo libro umoristico, Mundo Quino, che raccoglie le sue vignette mute, surreali e graffianti con il prologo di Miguel Brascó. Lo stesso Brascó lo presenta ad Agens Publicidad, che cerca un disegnatore che crei un fumetto per pubblicizzare il lancio di una linea di elettrodomestici chiamati Mansfield (ragion per cui il nome di alcuni personaggi doveva cominciare con la M, da cui Mafalda); Agens non fa la sua campagna, ma a Quino rimangono alcune strisce che gli saranno utili di lì a pochi mesi quando darà vita al personaggio che lo renderà famoso.
Mafalda debutta il 29 settembre 1964 sul settimanale Primera Plana di Buenos Aires. Poi dal ’65, con il passaggio del fumetto sulle pagine del quotidiano El Mundo, inizia l’inarrestabile successo del personaggio, che varca i confini nazionali per conquistare il Sud America e dilagare poi in Europa. L’esordio italiano di Mafalda è del 1969: il libro Mafalda la contestataria viene pubblicato da Bompiani con la presentazione di Umberto Eco, direttore della collana.
Nel 1973, nonostante la fama mondiale, Quino decide di smettere di disegnare le strisce di Mafalda, scegliendo di dedicarsi esclusivamente alle sue tavole umoristiche; il suo celebre personaggio continua comunque a vivere attraverso ristampe e campagne sociali, anche per organizzazioni come l’UNICEF, la Croce Rossa spagnola o il Ministero per gli Affari Esteri della Repubblica Argentina.
In occasione del Festival del Cinema Latinoamericano dell’Avana (Cuba), nel 1984 conosce il regista Juan Padrón con cui realizza la serie animata Quinoscopios e in seguito, nel 1993, anche 104 episodi dei cartoni animati di Mafalda (da 1 minuto di durata cadauno) che in Italia verranno trasmessi da Rai 2.
Il 30 settembre del 2020 Quino si è spento all’età di 88 anni.

Francesco Tullio Altan – semplicemente conosciuto come Altan – nasce a Treviso nel 1942, compie i primi studi prima a Bologna e poi a Venezia, dove frequenta la Facoltà di Architettura. Alla fine degli Anni ’60 è a Roma, dove lavora come scenografo e collabora anche per il cinema e la televisione come sceneggiatore. Le sue prime vignette e illustrazioni vengono pubblicate dal mensile Playmen. Trasferitosi a Rio de Janeiro, nel 1970 lavora nel cinema brasiliano, incontra sua moglie Mara e – un anno dopo – nasce sua figlia Kika. Nel ’74 inizia la collaborazione regolare come cartoonist con giornali italiani e, tornato in patria nel 1975, si stabilisce prima a Milano e poi ad Aquileia, dove vive tuttora. È proprio in questo anno che (grazie al gioco del disegno con sua figlia Kika) nasce la Pimpa; presentata inizialmente sul Corriere dei Piccoli e poi dal 1987 su un mensile tutto suo (che dal 1994 è pubblicato da Franco Cosimo Panini Editore), la Pimpa diverrà anche protagonista di alcune serie a cartoni animati (nel 1983 con la regia di Osvaldo Cavandoli e nel 1997 con la regia di Enzo D’Alò) trasmesse dalla Rai e vincitrici del premio “Cartoons on the Bay”; Altan stesso dirigerà poi una terza serie trasmessa nel 2010 su Rai Yo Yo.
Oltre alla Pimpa ha realizzato altri personaggi per bambini come Kika e Kamillo Kromo.
È comunque già dal ’74 che i suoi primi fumetti per adulti (come Trino e Ada) appaiono su Linus, rivista con cui collabora per tanti anni. Le sue famose vignette di satira politica vengono invece pubblicate su Tango, Smemoranda, L’Espresso e il quotidiano La Repubblica: una vasta opera nella quale ricordiamo anche l’operaio metalmeccanico comunista Cipputi, Macao, Friz Melone, Cuori Pazzi, Zorro Bolero o le biografie in chiave satirica dedicate a Cristoforo Colombo, Giacomo Casanova e Francesco d’Assisi.
Dal 1977 ha pubblicato numerosi libri e romanzi a fumetti; a partire dal 1992 ha illustrato tutta la serie dei romanzi e racconti di Gianni Rodari (Einaudi Ragazzi); nel 2001 vince il Premio È giornalismo, assegnatogli da Giorgio Bocca ed Enzo Biagi «perché le sue vignette, con una capacità di informazione e una sintesi straordinarie, assumono un’importanza non inferiore a un articolo di fondo.»
Nel 2019 gli viene dedicato dal regista Stefano Consiglio il documentario Mi chiamo Altan e faccio vignette, premiato al Torino film Festival 2019. Sempre nel 2019, il MAXXI di Roma ospita l’importate esposizione Pimpa, Cipputi e altri pensatori.
Molti libri di Altan sono stati tradotti e pubblicati in Giappone, Francia, Spagna, Argentina e Portogallo.
Oltre alle storie a fumetti e ai cartoni animati, la Pimpa è stata anche protagonista di più spettacoli teatrali: per celebrare i 30 anni della sua vita editoriale, nel 2005 il Teatro dell’Archivolto di Genova ha organizzato Il Circo di Pimpa (che si svolgeva letteralmente sotto un tendone da circo), che venne portato in scena in varie città italiane: Firenze, Roma, Bologna e Modena. Nel 2025, per il traguardo dei 50 anni, ha invece debuttato a Verona uno spettacolo teatrale unico e sorprendente – Pimpa, il Musical a pois – diretto da Enzo d’Alò, che è quindi tornato a collaborare con Altan. Dall’incontro dei due straordinari autori è nato un musical originale e poetico; un teatro fatto di parole, pupazzi, travestimenti ma soprattutto di musica e di gioco.

Il Maestro Altan incontrerà il pubblico
per Talk e firmacopie
giovedì 14 maggio 2026 dalle ore 17:30
FREE ENTRY!

Instituto Cervantes Roma
Instituto Cervantes Roma

QUINO + ALTAN
MAFALDA & LA PIMPA
c/o Sala Dalí · Instituto Cervantes di Roma
Piazza Navona, 91
da giovedì 14 maggio a sabato 11 luglio 2026
— INGRESSO GRATUITO —

Una mostra prodotta da

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